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UMLAUT


UMLAUT, in molte lingue e dialetti europei, è un piccolo segno grafico che cambia l’identità di una lettera, mutandone per sempre la natura, pur senza alterarne la sembianza grafica. Per analogia, il progetto Umlaut intende essere una umlaut senza lettera, uno strumento applicabile a una molteplicità di format, pensieri e contesti mutati alla radice ma conservati nella loro tradizione.

Il public programme è un programma di eventi di natura temporale e discorsiva, che nel campo delle arti visive tradizionalmente accompagna un progetto espositivo per approfondirlo, sottolinearne le potenziali relazioni con altre discipline e campi della cultura, divulgarlo al pubblico e renderlo dinamico. L’intento di Umlaut è sviluppare in modo innovativo le potenzialità di tale format, sottraendolo alla tradizionale relazione con una mostra. umlaut attiva una piattaforma mobile di riflessione critica e di sperimentazione dei diversi linguaggi delle arti visive contemporanee in termini interdisciplinari.

UMLAUTIl public programme per le arti visive contemporanee utilizza la metodologia curatoriale per sperimentare format con cui veicolare discorsi e creare situazioni per facilitare una riflessione sulle arti visive contemporanee. L’apertura a discipline differenti permette ad artisti come ai diversi pubblici di acquisire nuovi strumenti di lettura delle opere d’arte e dei loro contesti di produzione e circolazione. Per questo motivo, umlaut è pensato per porre in contatto l’arte contemporanea con luoghi, istituzioni e pubblici solitamente distanti da essa. Scopo ulteriore è contaminare i pubblici dell’arte contemporanea attraverso iniziative specifiche che propongano un contributo unico e necessario per capire l’arte del presente e la complessità della realtà in cui viviamo.

La prima edizione di Umlaut, si tiene ad Aprile 2018 ed è dedicato a Bersalia, la musa curatoriale delle connessioni elusive.

Associazione CPCT


CPCT - Centro di Permanenza ConTemporanea - è una libera associazione apolitica, apartitica e non confessionale senza scopo di lucro fondata a inizio 2016 da Lucrezia Calabrò Visconti, Stefano Collicelli Cagol e Luigi Fassi, che intende sviluppare progetti di ricerca, approfondimento teorico e produzione sperimentale che abbiano le arti contemporanee nel loro complesso come contesto privilegiato di riferimento. L’associazione mira a realizzare tali scopi mediante modalità operative altre rispetto alle strategie adottate dal sistema dell’arte tradizionale e mainstream. Per questo motivo la sua attività non è legata a un luogo fisico determinato, né a un approccio progettuale univoco. Ciascuna produzione verrà realizzata in collaborazione con enti e istituzioni differenti, preventivamente individuati in base alla natura dei progetti specifici. Ulteriore obiettivo è promuovere una politica di scambi culturali con altre realtà nazionali e internazionali per sviluppare sinergie e connessioni che possano arricchire e rafforzare il panorama dell’arte piemontese e italiano. Inoltre, l’associazione vuole offrire ad artisti e studiosi occasioni di esporre il proprio lavoro in differenti contesti e format espositivi.

Soci Fondatori


Lucrezia Calabrò Visconti (Desenzano del Garda, 1990) è curatrice indipendente e co-fondatrice di CLOG, Torino. Curatrice della Biennale for Young Art di Mosca nel 2018, ha concluso il programma curatoriale di De Appel, Amsterdam nel 2017. Dal 2018 è la coordinatrice del programma di residenza per giovani curatori stranieri della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino. Precedentemente ha lavorato come consulente artistica per Artissima, Torino; assistente curatrice per Tutttovero di Francesco Bonami, Castello di Rivoli e GAM, Torino e Shit and Die di Maurizio Cattelan, Myriam Ben Salah e Marta Papini, Palazzo Cavour, Torino; TOILETPAPER Magazine e Le Dictateur, Milano. Calabrò Visconti si è laureata in Arti Visive e dello Spettacolo, IUAV, Venezia; ha frequentato CAMPO12, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino e ha completato un tirocinio curatoriale presso Artists Space, New York. Scrive per riviste di arte e cultura contemporanea e i suoi progetti più recenti includono: Why Is Everybody Being So Nice?, De Appel, Amsterdam, Goodbye, See You After the Revolution!, UvA, Amsterdam, Dear Betty: Run Fast, Bite Hard, GAMeC, Bergamo.

Stefano Collicelli Cagol (Padova, 1978) è curatore della Quadriennale di Roma. Dal 2015 al 2017 è stato Curator at Large presso il Trondheim kunstmuseum, Norvegia. Ha curato nel 2015 il progetto In Mostra di Artissima, Torino. Nel 2014 ha ottenuto il PhD in Curating Contemporary Art presso il Royal College of Art di Londra e ha co-curato la mostra Forms of Distancing. Representative Politics and the Politics of Representation per lo steirischer herbst festival, Graz, Austria. Dal 2010 al 2013 ha coordinato il programma di Residenze per Giovani Curatori organizzato dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, dove nel 2011 ha lavorato con Francesco Bonami alla mostra Un’Espressione Geografica. Ha curato mostre in diverse istituzioni come il Museo Marino Marini di Firenze, la GAM – Galleria d’arte Moderna e Contemporanea, Torino e la Fondazione Querini Stampalia, Venezia. Ha scritto per Domus e Stedelijk Studies.

Luigi Fassi (Torino, 1977) è stato Visual Art Curator presso lo steirischer herbst festival di Graz, Austria dal 2012 al 2017. Dal 2009 al 2012 è stato direttore artistico di ar/ge kunst Galerie Museum di Bolzano. Helena Rubinstein Curatorial Fellow al Whitney Museum ISP di New York nel 2008- 09, ha organizzato mostre per diverse istituzioni internazionalmente, tra cui Malmö Konstmuseum, Svezia; GAM, Torino; Museo Marino Marini, Firenze; Kunsthalle Helsinki, Finlandia; Fondazione Morra Greco, Napoli; Pori Art Museum, Finlandia; ISCP, New York, Stati Uniti; Prague Biennale, Repubblica Ceca. Suoi articoli e testi sono apparsi su Mousse, Flash Art, Artforum, Camera Austria, Site e Klat. È autore di “Clement Greenberg. L’avventura del modernismo” (Johan & Levi, 2011), “Time Out of Joint: Recall and Evocation in Recent Art” (Yale University Press, 2009). Dal 2010 al 2016 è stato curatore di Present Future ad Artissima, Torino. Nel 2016 è stato fellow dell’Artis Research Trip Programme di New York e curatore della XVI Quadriennale d'Arte di Roma.