L’esperienza del porgere.

Storia e museografia nell’Italia del secondo dopoguerra.

Orietta Lanzarini, docente dell’Università di Udine è studiosa, tra altri argomenti, di allestimenti espositivi e museali progettati da architetti italiani tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta. Nella prima serata del public programme, L’esperienza del porgere. Storia e museografia nell’Italia del secondo dopoguerra Lanzarini propone una riflessione sulle relazioni esistenti tra storia e museografia, sottolineando le strategie differenti adottate da Franco Albini, Carlo Scarpa, lo studio BBPR e Lina Bo Bardi per avvicinare i pubblici a opere e cimeli del passato. La conferenza riassume una serie di ricerche di Lanzarini che saranno pubblicate nel volume in italiano e inglese Quattro dimensioni dell’arte. Musei 1945-1968, edizioni NERO e prodotto in occasione di Umlaut.

Orietta Lanzarini

è ricercatrice in Storia dell’architettura presso l'Università degli Studi di Udine dal 2005. Dal 2017 al 2019 è anche ricercatrice post-doc presso USI-Università della Svizzera Italiana nell’ambito del progetto: “Architettura in Ticino 1945-1980”, diretto da Nicola Navone.
È autrice di numerosi saggi sulla museografia e sugli allestimenti in Italia e della monografia: Carlo Scarpa. L’architetto e le arti. Gli anni della Biennale di Venezia 1948-1972, Marsilio, Venezia 2003; inoltre, ha curato e collaborato a mostre dedicate a questi argomenti. Si è occupata a lungo di teatri e luoghi per lo spettacolo, oggetto di vari saggi e della monografia: Teatri e luoghi per lo spettacolo, Electa, Milano 2008 (con A. Muffato). Parallelamente agli studi di architettura contemporanea, ha condotto, dal 1998 ad oggi, una serie di ricerche sui manoscritti di disegni tra XV e XVI secolo, pubblicati in alcuni saggi e nel volume: «Questo libro fu d’Andrea Palladio». Il codice Destailleur B dell’Ermitage, L’”Erma” di Breschneider, Roma 2015 (con R. Martinis).