Time to Gather

Marino Formenti

Dall’utopia del desiderio alla pratica dell’utopia attraverso una performance musicale, il quarto evento di Bersalia è pensato dal pianista Marino Formenti (vive a Vienna), che nella sua ricerca ha sempre esplorato le potenzialità della musica di creare nuove forme di relazione e aggregazione sociale. Per sei giorni consecutivi, dal 14 al 19 Aprile, Formenti incontrerà individualmente a Torino sei cittadini (cinque di origine africana) nel corso di un'intera giornata dal mattino alla notte: soli in una stanza con un pianoforte, protetti ed animati dalla cornice performatica, gli incontri si trasformano in studi giornalieri ed avanzati di comunicazione e musicalità. Intitolate I’m not your Italiano, in dialogo ideale con I’m not your Negro dello scrittore afroamericano James Baldwin, queste sei performance interrogano cosa possa essere musica oggi, al di là di identità culturali e biografie estremamente diverse.

Time to Gather, una serata di condivisione musicale aperta al pubblico concepita come un concerto senza programma fisso e senza fisse relazioni. I padroni di casa saranno sette - Marino Formenti e i sei partecipanti di I am not your Negro - ma anche gli individui che compongono quello che si chiama pubblico sono invitati a intervenire contribuendo a determinare le scelte musicali o partecipando musicalmente loro stessi.

La serata è aperta agli esiti imprevedibili e mutevoli dell'interazione e della fiducia reciproca, in una contrattazione continua di tutti i presenti.Musica di J.S. Bach, J. Cage, R. Schumann, Pink Floyd, Daft Punk, Gnawa Blues e altri.

Marino Formenti

salutato dal Los Angeles Times come il “Glenn Gould del XXI secolo”, si è imposto all'attenzione di pubblico e critica come uno dei più interessanti interpreti della sua generazione grazie alle vivide interpretazioni di musica contemporanea e a rivoluzionarie riletture del repertorio classico. Alla ricerca di nuovi orizzonti, ha concepito progetti che rompono i confini del concerto tradizionale: Nowhere (presentata tra l’altro al Festival di Berlino, al BOCA di Lisbona e al Teatro Colon di Buenos Aires) è una durational performance che Formenti abita suonando per alcune settimane senza interruzione e senza comunicare con nessuno. La performance One to One (Art Basel, Steirischer Herbst, Haubrock Foundation) è concepita per un solo spettatore e la sua durata può variare da qualche ora fino a una giornata intera. Alla ricerca di nuove vie, Marino Formenti è spesso attivo negli ambiti della performance, dell’ arte o del teatro come Art Basel, Palais de Tokio di Parigi, il MUMOK di Vienna o la Volksbühne di Berlino; e collabora con artisti visuali e performance artists come, tra i tanti, Tim Etchells, Rodrigo Garcia, Ann Liv Young e con alcuni dei più importanti compositori viventi, da Helmut Lachenmann a György Kurtág e Salvatore Sciarrino. Da qualche anno collabora con musicisti dai background più diversi, come musicisti Roma, arabi, jazz, elettronici o recentemente col rapper algerino-tedesco Megaloh. Accanto a queste avventure, Formenti si esibisce regolarmente in contesti più tradizionalmente musicali, come ospite ai Festival di Salisburgo, Lucerna, Edimburgo, al Konzerthaus di Vienna e di Berlino o il Festival d’Automne di Parigi. È stato solista con i New York Philharmonics, LA Philharmonics, la Cleveland Orchestra, la Gustav Mahler Chamber Orchestra, e con direttori del calibro di Gustavo Dudamel, Kent Nagano, Daniel Harding, Franz Welser-Möst, Esa Pekka Salonen. Come direttore ha debuttato al fianco di Gidon Kremer e si è esibito su invito di Maurizio Pollini al Teatro alla Scala, alla Salle Pleyel di Parigi e al Parco della Musica di Roma. Tra gli altri progetti importanti come direttore il Musikverein e il Konzerthaus di Vienna, il Konzerthaus di Berlino, il Festival Wien Modern e il Ravenna Festival. Nel 2009 è stato insignito del prestigioso Premio Belmont per la Musica Contemporanea.